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Wainer Mazza giovedì 8 maggio a
partire dalle ore 18,00
Presenterà la
ballata dedicata al libro: 'Alpinisti
Ciabattoni'
proposto dal
Festivaletteratura
per il progetto:
Qui comincia la lettura
Nel corso dell'evento
il libro sarà distribuito ai presenti

Alpinisti Ciabattoni
Ciabattoni sono gli alpinisti
In vacanza per la prima volta
Che già sognano ameni luoghi
Ma per loro andrà sempre storta.
È così che dopo ben vent’anni
Sor Gaudenzio con la sua Martina
Vengon via da quel Sannazzaro
Sprofondato nella Lomellina.
Come meta quel bel lago d’Orta
Viaggio in treno e ancor più battello
Tanti incontri, tante facce nuove
Ma ancor deve venire il bello.
E l’albergo è già una tristezza
Il mangiare proprio una schifezza
Prima tappa è quel santuario
Per compagna una gran stanchezza.
qui cominciano gli incontri strani
con custode e vaghi pellegrini
poi il Rulloni sempre là impettito
e il Noretti con i suoi sospiri.
ma la grana è con quel Mimulfo
nella testa di quel professore
che sciorina una conferenza
con gaudenzio che rischia un malore.
E da Orta scappan via costretti
Con Omegna per destinazione
Ma il Noretti è sempre in mezzo ai piedi
E per Oira vien la soluzione.
Qui gli incontri all’albergo Italia
Son diversi e molti più di uno
I Segezzi, gli Strepponi, Errero
Capitano di spagnol profumo.
Poi papà e figlio escursionisti
Sempre in cerca di natura e cime
Da mattino fino a tarda sera
A inventarsi sempre nuove sfide.
Ma la pioggia tiene tutti al palo
E si intrecciano le comitive
Con la Zina che non ha ritegno
E all’Errico fa le sue moine.
tra il vociare, i cori, una bevuta
salta fuori anche Garibaldi
c’è uno scontro tra quel professore
e un gruppetto di gran scalmanati.
è il Begozzi gran procuratore
suo figliolo e un avvocatone
che hanno voglia di montar la lite
ma alla fine fan sottomissione.
Finalmente ci si muove tutti
E Martina vuol del latte fresco
Basta andare su quei verdi monti
La primizia aspetta là nel desco.
È Artò la meta agognata
Ma il cammino si fa già insidioso
Con quel sole che ti picchia in testa
Sembra andare quasi a ritroso.
Con la sete che si fa sentire
Ecco l’acqua fresca e scintillante
Sanno dopo che vien proprio usata
Per sciacquare panni e le mutande.
Certo i due ci rimangon male
E si offendon reciprocamente
E si infangano e si sporcan tutti
La lor casa ben gli viene in mente.
per fortuna ecco un montanaro
che li porta sulla giusta via
ma l’aspetto è quel di un furfante
di un brigante o maledetta spia.
lor si sentono ormai già morti
ma Augustini sbuca da una macchia
con carlino il figliol prodigio
per i due proprio una pacchia. |
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Superata quella gran paura
Si ritrovan dalla vecchia Janna
Che accudisce il bambin malato
Della nuora sempre in ambascia.
Ci son tante considerazioni
Sulla vita e sui suoi valori
Poi si lascia un gesto, una speranza
Con il toni che fa festa fuori.
Che non sa di quella compagnia
Del Begozzi e dei suoi burloni
L’avvocato con la carabina
Centra il cane e te lo fa fuori.
Triste storia, triste quel finale
Ma i Gibella sono già in partenza
Sul piroscafo seduti a poppa
Son diretti proprio là a Omegna.
e si prendono una gran frescura
e son rotti da quel giorno prima
quando sotto san che c’è del posto
si mangerebbero anche le dita.
e contemplano un’amicizia
tra il Rulloni raffinato esteta
col Rodella cameriere ardito
tra quei due c’e’ una stessa meta.
Ecco i nostri all’albergo posta
Qui si mangia quasi a crepapelle
Da quel Cecco gran ristoratore
Fan la fila anche le zitelle.
Trovan camera nel sottotetto
Di mangiare c’è una grande voglia
Ma i posti son presi d’assalto
E a Martina sale già la doglia.
Per un dente che la fa impazzire
È costretta a rinunciare ai piatti
Con Gaudenzio ormai padron del campo
Mangia tutto da leccarsi i baffi.
Poi incontra ancora quel noretti
Che insegue quella sua donnona
Fa a schiaffi con il suo rivale
Ma è lui che prende la “ faiona “.
sono in tre che se le danno forte
a fatica vengon separati
sor Gaudenzio per la prima volta
s’è trovato a dover fare a schiaffi.
poi gli prende una febbre strana
nella notte è tutto un vaneggiare
ripercorre tutta la sua vita
e qualcosa c’e’ da riparare.
Ma il mattino lo riporta in sesto
E Martina è oramai decisa
A cavarsi il maledetto dente
Non l’avesse già pensato prima.
Vanno in cerca allora del dentista
Dulcamara questo è il suo cognome
Che sistema la malcapitata
Ma purtroppo qui ci sta l’errore.
Viene tolto un dente bello sano
Per ricordo uno di cavallo
La Martina vuol tornare a casa
Di Gaudenzio c’è il convinto avvallo.
E così che non si va a Pallanza
E sul treno parton da Gozzano
Finalmente il bramato tetto
La bottega in quel Sannazzaro.
ecco qui le ferie son finite
oramai hanno capito tutto
come è bello di goder quel poco
ch’è racchiuso e vive nel tuo guscio.
ciao monti, valli e seccature
personaggi, osti e ciarlatani
con Gaudenzio che si sente nonno
del nipote pensa già al domani. |
Wainer
Mazza, febbraio 2008
Per informazioni: tel. 0376.527050, e-mail
wainermazza@virgilio.it
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