profumi e colori


 

Magda
Meloni

In  Galleria
di Edi Ravanini  

 

 

 

 

 
 

 Galleria Ferri 3  Mantova


Il salotto della creatività mantovana
 
 

Dal 18 ottobre  all'10 novembre 2007
                      

...Sì viaggiare !

PIXELGRAFIE
di Magda Meloni

E’ forse giunto il momento di riconsiderare la “FOTOGRAFIA” alla luce delle ultime innovazioni introdotte dalla tecnologia digitale. Se con l’uso della pellicola e la predilezione per il bianco e nero ci eravamo abituati ad immagini “pure”, dove non si ammetteva il minimo ritocco (si pensi a quelle stampe dove si presentava il fotogramma intero, fori compresi), l’avvento del digitale ha rappresentato una tale rivoluzione da scardinare sia l’estetica che l’etica fotografica.  Come nel Cinema siamo nell’era degli “effetti speciali computerizzati” -il che comporterebbe una rilettura ed una storicizzazione del periodo antecedente- così la “FOTOGRAFIA” è un fenomeno superato, in via d’estinzione, presente in ristrette riserve frequentate da uno sparuto gruppo di eroi che faticano anche a trovare pellicole, carta, persino ricambi per le mitiche reflex di un lustro fa...  Sia chiaro che il mio cuore sta dalla parte del mirino e del “click” meccanico dello scatto, così come batte ancora per i Bunuel, Fellini, Antonioni, Bergman ecc., tuttavia non posso ignorare i Tarantino, gli Almodovar e quanti rappresentano, attualmente il “CINEMA”. La mia proposta è questa: cambiamo nome alla fotografia digitale, chiamiamola “PIXELGRAFIA” e, soprattutto, cambiamo radicalmente i parametri critici, esaltando la manipolazione, il ritocco, l’assemblaggio, tutti gli artifici che servono ad elaborare un’immagine più vera del vero.  In fondo ci siamo abituati a portare al polso dei “segnatempo” perfetti, molto più precisi di quelli ad ingranaggi: l’errore consiste nel chiamare “orologi” anche questi oggetti, che stanno all’orologeria come un aereo a reazione sta all’ornitologia.  Che dire di Magda Meloni? Le sue immagini sono raffinati e piacevolissimi esempi di PIXELGRAFIA, sono assemblaggi di sei / otto foto che ci restituiscono una sensazione di grande realismo, un’immagine a 180 gradi, esattamente come è percepita dall’occhio umano liberato dai limiti di un obiettivo.  Grazie ad un software sofisticato quello che avremmo fino a pochi anni or sono definito un “fotomontaggio” si tramuta in un trompe l’oeil della realtà, tanto più verosimile, quanto più elaborato.  A questo punto non importa più sapere a quale luogo del mondo le foto si riferiscano, avendo del tutto smarrito la propria valenza documentaria, immolata sull’altare di una nuova estetica che pretende il raggiungimento di una meta-realtà ottenuta attraverso l’artificio più esasperato.  Per i più curiosi diremo che queste PIXELGRAFIE prendono spunto dal paesaggio norvegese e che la “manipolazione” ha riguardato soltanto l’assemblaggio delle foto, mantenendo i colori naturali e la luminosità delle notti bianche .
                                                        Carlo Micheli                      Edi Ravanini

 



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Galleria Ferri 3   46100 Mantova tel. 0376 229959


 

 

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