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Perchè Chanson
d'Amour ...
Orario di chiusura di una afosa mattinata di fine estate 2006, con
la piacevole (e inaspettata) visita di Andrea!
"Ciao! Come va ?"
Le solite chiacchiere con l'amico "ritrovato".
"Così sei sempre decisa a proseguire le esposizioni al femminile!?
Interessante! Brava ... Anche se ciò significa che, purtroppo, io
non potrò mai esporre da te..."
Scoppia in una risata fragorosa e io di rimando: "Proprio così
Andrea!!... a meno che ... tu non riesca a sorprendermi, a
stupirmi, ad emozionarmi a tal punto ...
Ma le tue dovranno essere
opere create esclusivamente pensando alla "donna" ! e io dovrò
rimanere incantata .... voglio opere da "vedere" col cuore e con
l'anima ... disegni in grado di stupire, di urlare, di coinvolgere,
come solo le "donne " riescono a fare ...
E così è stato ! ...
Dopo pochi giorni eccomi lì, nel suo laboratorio d'arte di via
Accademia, incredula, ad ammirare in anteprima quello che avevo
desiderato si avverasse: creature appena nate - ma già
inconfondibilmente "Joriane" - sorridevano ammalianti dalle pareti
della galleria, in un vortice di cartoni, fogli, tele e colori.
Ma poiché la caratteristica di Andrea risiede in questa altalena tra
amore e tradimento, tra classicità e innovazione, tra bi e
tridimensionalità, tra assuefazione e stupore ecco le figure sono
delineate attraverso l'uso di un altro linguaggio: la poesia
Così "il consueto" ci scivola di mano per dare spazio, aria e respiro
a nuove più intime sensazioni.
Dal talento provocato nasce una melodia ammaliante, dove il corpo
femminile è musica e i versi quel brivido fugace che sa trasformare
una canzone in una ... chanson d'amour !
Mercì, mon amì!
Edi Ravanini |

Attraverso l'alba del tuo mare,
piccole conchiglie luccicano sopra il bagnasciuga |
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Una canzone di luce e colore
di Carlo Micheli
Andrea Jori è uno di quegli "enfants-prodiges" che,
in città e in realtà culturali come la nostra, rischiano di veder
scemare poco a poco tutto ciò che vi è in loro di straordinario
con l'accrescersi, al contrario, di quella condizione da "eterne
promesse" che a nulla porta se non alla frustrazione. Se ciò non è
avvenuto e se oggi possiamo annoverare Andrea tra gli artisti
mantovani più conosciuti in Italia, si deve al suo carattere, alla
sua tenacia, al suo amore incrollabile per l'arte. Dotato di
una "mano" straordinaria, Jori sa spaziare con disinvoltura dal
disegno alla pittura, dalla ceramica alla scultura, dal fumetto
alla decorazione. Più guardo questo omaggio alla femminilità,
questa "Chanson d'Amour" tanto forte, netta, precisa nel segna
quanto delicata e sussurrata nell'ispirazione, più mi convinco che
il vero più profondo e limpido talento di Andrea è la sua capacità
grafica.
Forse perchè questa tecnica, tra tutte, è quella che gli consente
maggiore velocità esecutiva, maggiore immediatezza nel seguire il
corso dei pensieri e dell'ispirazione. Il suo segno individua nel
vuoto del foglio ne separa senza incertezze il necessario
dall'inutile, agendo come lo scalpello michelangiolesco a togliere
tutto ciò eh intrappola una figura già esistente nella mente
dell'artista. Questi suoi disegni colorati hanno il grande
pregio di apparire come creazioni "di getto" pur essendo evidente
il lavoro concettuale che li caratterizza, un pensiero che
lentamente si fa strada nella mente, nella sensibilità
dell'artista per poi erompere senza ripensamenti, rifacimenti,
cancellature.

Una lama traccia solchi nell'anima,
non è tempo di attese. |

Hai esplorato i fuochi
nell'immenso cielo notturno
portando i segni della nostra dolce lotta d'amore
Questa precisa aderenza ai modelli
interiori di Jori fa sì che le sue opere appaiano, talvolta, come
dei deja-vu, ma in realtà è la lunga elaborazione che li rende
così vicini al nostro concetto universale di bellezza, di
perfezione riuscendo ad incarnare (o a delineare) ciò che noi
riusciamo in modo goffo a intuire.
L'arte di Andrea è un meccanismo sofisticato. Con dei limiti. Ad
esempio non sa "sbagliare", neppure volendolo non sa rassegnarsi
alla bruttezza; è come una macchina fotografica che funziona in
automatico, con l'autofocus è destinata a realizzare fotografie
ineccepibili, ma non le è consentita nessuna forzatura, sfocatura,
nessuno sbaglio voluto.
Per questo credo che la sperimentazione ch'egli ha compiuto in
questi anni si sia risolta in una comparazione materiali diversi,
testati al solo scopo di offrire la resa ottimale a ciò che rimane
come un valore insostituibile: la facilità realizzativa.
Se il meditare su un soggetto o un argomento produce un'esplosione
segnica ridondante e liberatoria, le poesie di Andrea sono sintesi
estreme, appunti interiori destinati a sussulti di memoria, a
delicate implosioni, con semplicità collaudate.
Ma segni, colori e parole si fondono in un'unica luce accecante,
in una melodia ancestrale che si fa largo nel nostre menti e nei
nostri cuori come la Chanson d'Amour.
Carlo Micheli
Gennaio 2007 |
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Le promesse degli amanti sono
incise sopra i turbini del vento,
nei vortici sinuosi del fiume |

Sorella, madre, amante,
viene il vento secco che spazza il tuo corpo. |
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Mistero di una nascita:
un nuovo volto è l'epicentro di gesti antichi,
un panno caldo lo avvolge |

Lo specchio si prende gioco dei
gesti senza tempo,
attorno al tuo volto si riflettono fili d'argento. |
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Andrea Jori nasce
il 30 luglio 1953 a Mantova, dove attualmente risiede in via
Tazzoli n 13. Laureatosi al D.A.M.S. di Bologna nel 1977, Jori nel
1981 apre al pubblico il proprio laboratorio in via Accademia 44 a
Mantova che è stato ed è tuttora un riferimento per la città e per
gli operatori del mondo dell'arte. Nel 1985, Jori compie un
pionieristico esperimento di cottura ceramica raku in piazza Erbe
a Mantova, suscitando molto interesse per i risultati estetici
ottenuti. In seguito l'artista approfondisce la tecnica di fusione
interattiva ad alta temperatura di smalti, terre, ossidi su lastre
di vetro colorato o altri supporti metallici. I tipici altorilievi
monumentali dell'artista virgiliano, prodotti negli anni novanta,
ricchi di citazioni storico-culturali, di pathos ed energia,
rappresentano un insieme equilibrato di raffinatezza compositiva
classica, interpretata e valorizzata da una modellazione aspra,
essenziale e arcaica. Le figure di queste opere "vuote" e "piene"
al tempo stesso, hanno come comune denominatore un vortice
dinamico che le attraversa stemperandosi nei colori intensi, scuri
e rossastri prodotti dal fuoco. In questi ultimi anni lo scultore
mantovano si specializza nella micro e macro fusione del bronzo
lavorando assiduamente presso le principali fonderie venete e
vicentine, realizzando opere spesso monumentali per importanti
sedi anche internazionali.
(tratto da:
andreajori.it) |
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Alcune immagini riferite alla
presentazione della mostra

Carlo Micheli con Andrea Jori

Edi Ravanini con una scultura e
mentre brinda con l'artista
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Galleria
Ferri 3 46100 Mantova
tel. 0376 229959
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